School of Dub: incontro/intervista con Oxman

22 06 2011

Sabato 11 giugno Pisa ha avuto il piacere di ospitare Oxman, una persona di rilievo della scena reggae inglese (Dub Vendor, Soul Jazz Records): nel pomeriggio ha incontrato appassionati e addetti ai lavori al Sanantonio42, e dopo cena ha fatto danzare la città al Cantiere San Bernardo.

photo by www.albertomartini.com

La chiaccherata amichevole, visto il luogo e l’introduzione del padrone di casa, è partita col tema dei negozi di musica indipendenti e di un formato fondamentale e ancora in evoluzione, il vinile. Oxman ci racconta delle origini di Dub Vendor, uno dei protagonisti culturali per la musica in levare a Londra e nel Regno Unito. Fondato poco più di trenta anni fa da John MacGillivray, all’inizio il business consisteva in degli ordini postali, e coinvolgeva un raggio limitato di amici-clienti. Da casa propria, John sposto l’attività ad una bancarella, sempre a Clapham. In quegli anni la radio non era di grande aiuto per la Leggi il seguito di questo post »





Millelemmi – Nosocomio Tungsteno

28 05 2011

Ci sono alcune release liberamente scaricabili che non ascolti solo in streaming e non perdi in una delle tante cartelle di musica dell’hard disk; non le dimentichi affatto, anzi ne senti la mancanza e torni a riascoltarle. “Nosocomio Tungsteno” passa decisamente con successo la prova delle scadenze lunghe.

Questo non è un post/recensione di un lavoro appena uscito, infatti è stato pubblicato nel lontano gennaio 2010. La mia distesa attività di ascolto (sintetizzabile come “walkman da un giga”), unita a quanto scritto poco sopra, mi rende particolarmente felice di potergli dedicare uno spazio non troppo superficiale, senza fretta. Con la Leggi il seguito di questo post »





Robot Kaard – The Love Movement

28 03 2011

Il prolifico Carmine De Maria dev’essere un ragazzo a cui piace un sacco assemblare loop e abbinare synth. Probabilmente da bambino passava tante ore immerso nelle Lego, disciplina fondamentale per una buona crescita, un po’ come i punta-e-clicca Lucas Arts degli anni ’90.

Il passaggio al produrre musica con un qualcosa di quotidiano e portatile come un tablet e uno smartphone, dunque, mi sembra piuttosto naturale. E così ci regala “The Love Movement”, nove canzoni interamente realizzate (mixing escluso) con un iPad e un iPhone (non so se in mezzo alle svariate app tenga anche un Monkey Island, ma questo non importa).

Il vero punto di forza dell’opera, a mio parere, sta proprio nella scelta dei mezzi per Leggi il seguito di questo post »





MY THREE CENTS #1 – Electrolysis

11 02 2011

Non v’è storia, Raymond Scott era un cazzo di genio. Una specie di Nikola Tesla della musica. Terribilmente avanti con i suoi tempi, Harry Warnow (il suo vero nome), si barcamenava tra swing e dixieland, firmava le colonne sonore per i cartoni animati della Warner Bros e nel tempo libero assemblava pezzo per pezzo il primo sintetizzatore, qualcosa che avrebbe sconvolto tutta la musica negli anni successivi. Molto successivi. Lo stesso Bob Moog, che spesso viene accreditato come padre degli strumenti elettronici afferma di avere attinto a piene mani dal repertorio tecnico del signor Scott nella creazione dei suoi gioielli. Il merito di Moog fu quello di mettere prima su un tavolo e poi in una borsa ciò che ai tempi di Raymond Scott occupava una stanza. “Manhattan Research Inc.è una preziosa testimonianza riportata alla luce dall’etichetta olandese Basta, su ciò di cui fu capace il musicista/ingengere Raymond Scott negli anni ’50, uno dei primi tentativi di fare vere e proprie canzoni elettroniche fuori dagli Leggi il seguito di questo post »





Gilmar – EMbrionALE

5 05 2010

Embrionale

Ghemon è innegabilmente un’artista che fa parlare di sè. Non che faccia di tutto per farsi notare; è però riuscito a stabilire nel tempo un buon contatto col suo fanbase, tramite i mezzi di comunicazione sempre più disponibili. E sfruttandoli con un po’ di testa, sta riuscendo anche ad introdurre, poco alla volta, il pubblico ai cambiamenti cui lui aspira. La sua tendenza a nuove esperienze musicali ha fatto scattare subito l’accostamento a uno dei suoi idoli, Giovanni Pellino in arte Neffa, paragone forse esagerato ma che sicuramente ha delle fondamenta Leggi il seguito di questo post »





Intervista a Kavemura

2 06 2009

Lanozionedeltempo è felice di condividere con voi un’intervista al bravo Kavemura, produttore e dj italiano con diversi dischi all’attivo. Qualche mese fa è uscito il suo ultimo disco, “28”, in vendita su iTunes e amazon.com , e il mese scorso ha rilasciato “May”, beat-tape in free download come il precedente “Overlook”, uscito poco dopo “28”. Trovate tutti i link ufficiali e la discografia a fine articolo, intanto buona lettura!

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Ciao Kavemura, alcuni lettori di LNDT ti conosceranno fin dai primi demo, mentre per altri potresti essere una piacevole rivelazione. Ti va di presentarti?

Certo. Sono un produttore e dj italiano, che cerca di evocare delle sensazioni e fotografare dei momenti attraverso la sua musica. Un incrociatore di generi al quale le etichette vanno strette. Un profondo amante della musica in tutte le sue tinte e sfumature.

Io rientro tra quelli che ogni tanto riascoltano “Senza Siesta”, “Virus”, “30020”, “Homeworx”, “2024”… Il tuo percorso musicale si è evoluto, non ci sono dubbi; senti che siano cambiati degli equilibri nel tuo fare musica, ad esempio nel rapporto tra sperimentazione e stile? Leggi il seguito di questo post »





Resoconto su Madlib e J Rocc, Milano 15 maggio 2009

18 05 2009

madlib j rocc europe tour 2009

Premessa: preferisco tralasciare una parte dell’apertura della serata e farò partire il resoconto da Bob James e i Rotary Connection in poi. Cioè dalle buone selezioni di Painè (membro de I Maniaci Dei Dischi… nuff said): batterie che bucavano la pista, funk adeguatamente spinto, un po’ di propensione all’abbassamento del pitch, il mixaggio non sempre fluido o estremamente calibrato. (Ma è anche vero che mi lascio un po’ viziare dai dj set; l’esempio cronologicamente più vicino: l’apertura di Pzzo al concerto di Daedelus del 10 maggio a Pisa, eccezionale). Painè ha aperto lo show dei due della Stones Throw con una ricetta a base di funk, non deep, ma tutto da ballare, pure in maniera piuttosto forsennata, e avrà fatto felici anche i drogati di breaks e samples di livello base-intermedio (Rotary Connection, Marlena Shaw, Deodato… e fonti per pezzi degli InI, De La Soul, Gangstarr…). Mi è piaciuto parecchio (ha soddisfatto qualche aspettativa che probabilmente avevo nei suoi confronti),  ha fatto un set organico e coerente, capace di intrattenere tutto sommato di più rispetto a Madlib. Avete letto male? Avete letto bene? Eresie? Bestemmie? Ho scritto una cosa a bruciapelo?

No, anche perché sto scrivendo “a freddo” e quindi con una certa oggettività. Ma andiamo per ordine. Prima J Rocc. Leggi il seguito di questo post »








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