UNKLE / Tonto’s Expanding Head Band

3 02 2010

UNKLE – “Berry Meditation” [“Berry Meditation”, Mo Wax, 1996; producer: UNKLE, Money Mark]

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Smif-N-Wessun / Barbara & Ernie

2 12 2009

Smif-N-Wessun – “Wrektime” [“Dah Shinin'”, Wreck Records, 1995; producer: Mr. Walt]

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Dilated Peoples / Joseph Koo, Wang Fu Ling

26 11 2009

Dilated Peoples – “Work The Angle” [“The Platform”, ABB, 2000; producer: Kut Masta Kurt]

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Lootpack / Lee Mason & His Orchestra

19 11 2009

Lootpack feat. Quasimoto – “Answers” [“Soundpiece: Da Antidote!”, Stones Throw Records, 1999; producer: Madlib]

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Blackalicious / The Stylistics

7 11 2009

Blackalicious – “Swan Lake” [“Melodica”, Solesides, 1994; producer: Chief Xcel, DJ Shadow]

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Baad samples [Brer Soul & Quasimoto]

21 07 2008

 

Questa storia comincia scorrendo i crediti riportati sul retro di due dischi Hip-Hop molto singolari, “The Unseen” e “The Further Adventures Of Lord Quas”: su entrambi infatti si nota la partecipazione di un certo Melvin Van Peebles (courtesy of Yeah, Inc.), presente tra le altre in una traccia intitolata “Come On Feet”. Ma chi è Melvin?

Classe 1932, regista, sceneggiatore, attore, pittore, compositore, scrittore nonché padre del regista Mario Van Peebles (ricordate “New Jack City”?). In particolare però il nome Melvin Van Peebles salta fuori quando si parla di “Sweet Sweetback’s Baadasssss Song”, il film che nel 1971 ha di fatto spalancato le porte alla blaxploitation, ovvero un genere cinematografico caratterizzato da tematiche afrocentriche e indimenticabili Leggi il seguito di questo post »





Funkadelic – Maggot Brain

14 07 2008

Ci sono alcune cose che fanno perdere il controllo delle emozioni. Nel mio caso, ad esempio, non riesco ad immaginarmi il 1971, i Funkadelic nel 1971 [Clinton, Worrell, Hazel, per citarne giusto tre] e un live dei Funkadelic nel 1971, onde sismiche che attraversavano interi continenti per scuotere intere culture.

“Maggot Brain”: una tra le mezz’ore più intense che si possano sentire su disco. Pura follia, coscienza sociale, divertimento e creatività musicale.

La titletrack, che apre il disco, è uno struggente solo di chitarra elettrica [Eddie Hazel] che passa da un canale all’altro, accompagnato esclusivamente da un semplice giro di chitarra e una batteria nel background: pelle d’oca. Comincia “Can you get to that”: incipit, cori e strofe in gran stile e focus immediato sul messaggio; “Hit it and quit it” è una benedizione da parte di Bernie Worrell -alle prese con organo e Leggi il seguito di questo post »








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