Daft Punk / Breakwater

7 03 2011

Daft Punk – “Robot Rock” [“Human After All”, Virgin, 2005; producer: Daft Punk]

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MY THREE CENTS #1 – Electrolysis

11 02 2011

Non v’è storia, Raymond Scott era un cazzo di genio. Una specie di Nikola Tesla della musica. Terribilmente avanti con i suoi tempi, Harry Warnow (il suo vero nome), si barcamenava tra swing e dixieland, firmava le colonne sonore per i cartoni animati della Warner Bros e nel tempo libero assemblava pezzo per pezzo il primo sintetizzatore, qualcosa che avrebbe sconvolto tutta la musica negli anni successivi. Molto successivi. Lo stesso Bob Moog, che spesso viene accreditato come padre degli strumenti elettronici afferma di avere attinto a piene mani dal repertorio tecnico del signor Scott nella creazione dei suoi gioielli. Il merito di Moog fu quello di mettere prima su un tavolo e poi in una borsa ciò che ai tempi di Raymond Scott occupava una stanza. “Manhattan Research Inc.è una preziosa testimonianza riportata alla luce dall’etichetta olandese Basta, su ciò di cui fu capace il musicista/ingengere Raymond Scott negli anni ’50, uno dei primi tentativi di fare vere e proprie canzoni elettroniche fuori dagli Leggi il seguito di questo post »





Commenti su George Clinton & Parliament Funkadelic, Narni 29-08-2008

31 08 2008

L’astronave è atterrata anche a Narni. Lo sbarco della Mothership porta un intero cosmo di vita, groove e stile; il narratore introduce e Garry “Starchild” Shider e il resto dei Parliament Funkadelic iniziano a irradiare il Funk sulla Terra, e non c’è assessore o bancario o maresciallo che tenga: sedie abbandonate [come sapientemente previsto da noi funkateers] e tutti [..quelli che ambiscono al Funk] sotto il palco.

Una mezz’oretta dopo entra George, ed è un ulteriore putiferio. Allucinante. Sembra una figura familiare, sarà la consapevole Leggi il seguito di questo post »





Funkadelic – Maggot Brain

14 07 2008

Ci sono alcune cose che fanno perdere il controllo delle emozioni. Nel mio caso, ad esempio, non riesco ad immaginarmi il 1971, i Funkadelic nel 1971 [Clinton, Worrell, Hazel, per citarne giusto tre] e un live dei Funkadelic nel 1971, onde sismiche che attraversavano interi continenti per scuotere intere culture.

“Maggot Brain”: una tra le mezz’ore più intense che si possano sentire su disco. Pura follia, coscienza sociale, divertimento e creatività musicale.

La titletrack, che apre il disco, è uno struggente solo di chitarra elettrica [Eddie Hazel] che passa da un canale all’altro, accompagnato esclusivamente da un semplice giro di chitarra e una batteria nel background: pelle d’oca. Comincia “Can you get to that”: incipit, cori e strofe in gran stile e focus immediato sul messaggio; “Hit it and quit it” è una benedizione da parte di Bernie Worrell -alle prese con organo e Leggi il seguito di questo post »








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