Offlaga Disco Pax – Bachelite

26 09 2008

Ripartiamo da “Socialismo Tascabile”, perché se volessimo mischiare i primi due dischi degli Offlaga Disco Pax in un solo lungo LP non avremmo alcun sentore di discontinuità. Ripartiamo quindi da una new wave fredda, minimale e a tratti straniante sopra la quale scivolano in parallelo testi che mischiano socialismo, ricordi, racconti, fotografie di un’Italia che (forse) non c’è più e la fine degli anni ’70 in tutto il loro splendore; ma facciamo anche qualche passo in avanti, dal momento che “Bachelite” non è affatto il gemello minore di “Socialismo Tascabile”. Loro sono Max Collini, Daniele Carretti ed Enrico Fontanelli, tre mosche bianche che tentano di fare l’impossibile: raccogliere l’eredità dei CCCP, filtrare tutto nelle frequenze metalliche di un Moog e un Casiotone e smembrare il canto in un parlato spento, pacato, malinconico, una voce che però colpisce, che trasmette telepaticamente il valore di ogni singola parola, silenzi compresi. Ecco allora in ordine di apparizione la storia di Carlotta, <<nata al tempo del Punk – e si bea di questa cosa>>, l’eroico salto in alto di Vladimir Yaschenko, ritratto dalla Gazzetta dello Sport mentre sovrasta un’immaginaria cabina telefonica (“Ventrale”), una Golf targata Parma che non ha la quinta marcia, sa di muffa e viene puntualmente multata da una vigilessa di nome Morgana, il camerata Giusva Fioravanti con relativa consorte, ovvero quella signora Francesca Mambro colpevole di un <<uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario>> (“Sensibile”), due innominati che potrebbero chiamarsi Vinicio Capossela e Luciano Ligabue agli albori della propria carriera musicale, quando <<il partito faceva il partito, la federazione giovanile faceva la federazione giovanile, l’A.R.C.I. l’A.R.C.I.>>, la piccola Barbara, <<capelli biondi stratinti, rossetto da vaccona autoprodotta, naso tempestato di punti neri e quindici anni molto randagi>>, che da Roncocesi arriverà in <<un blocco di caseggiati dell’istituto autonomo case popolari>> per addentare il toblerone di “Robespierre” e non solo quello, il caparbio Chirocephalus Marchesonii, un crostaceo le cui <<giuste ambizioni di emancipazione montagnara>> vengono puntualmente infrante dalla forestale marchigiana, bizzarri elenchi onomastici <<da leggere come si scrivono>> e la struggente confessione di “Venti minuti”, che da sola meriterebbe una pioggia infinita di applausi. “Bachelite” supera insomma la prova più difficile, quella del secondo disco, e ci riesce nonostante l’assenza di brani particolarmente immediati come potevano essere “Kappler”, “DeFonseca” o “Robespierre”, al tempo stesso la crescita musicale degli Offlaga è eloquente (“Onomastica”, col sax di Andy dei Bluvertigo, pone per la prima volta Max sullo sfondo) e l’insieme risulta forse perfino più organico e intimo di “Socialismo Tascabile”. Procuratevi il disco, cercate qualche live sul loro myspace e preparatevi a saltare come Yaschenko quando Max lancerà il tatranky tra la folla.

Antonio Bra Smiraglia

https://lanozionedeltempo.wordpress.com/2008/08/02/offlaga-disco-pax-socialismo-tascabile/

http://www.photoblog.com/braandhisfuji/2008/07/27/offlaga-disco-pax-live-25-07-08.html

 

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