Various – Scientist Launches Dubstep Into Outer Space (Original Dubstep Mixes)

11 03 2011



Il futuro non si costruisce senza guardare al passato e questo nella musica vale forse più di molte altre cose… I dubsteppers lo sanno ed è per questo che la cultura delle radici e quello che Simon Reynolds definisce come “Hardcore Continuum” pervade la musica e l’ attitudine dei migliori esponenti di questa scena e di molti che come me la seguono. Come definire questo disco ? Dubstep? Future dub? Electronica ? Musica di qualità sicuramente…

Le tecniche e i rimandi al passato ci sono tutti in questo album pieno di contaminazioni, 4 vinili da 12 pollici per un totale di 12 tracce, dove Scientist, uno degli alchimisti storici del suono Dub, riunisce in un mitico squadrone il meglio del Dubstep dei nostri giorni e ne rifinisce il suono, con le macchine da studio di registrazione e la sua preziosa esperienza.

Si parte col suono malinconico di Pinch & Emika che con la loro “2012” sembrano darci un tragico monito alla nuova era che verrà, con atmosfere che mi ricordano il trip hop dei Portishead e di Tricky sopra un pattern di casse “stepper” che non fa prigionieri.

Segue un episodio di Filthy Dubstep vecchia maniera che ci regala Armour. Toni cupi da metropoli di fine millennio e un uso attento di effetti digitali per una traccia che rimane ben salda ai canoni del genere. Niente di particolarmente innovativo e coinvolgente ma comunque una traccia che non sfigura col resto del disco.

La terza traccia del primo 12” è firmata da Guido, valido compare di Joker che con la sua “Korg back” ci introduce a quel filone chiamato dagli adetti ai lavori col nome “Purple” o “8-bit”. Suoni digitali portati allo stremo, synth electro, melodie rubate a Super Mario o a qualche altro video-game di vecchia data e un pianoforte che ha un gran “soul” anche se di silicio ! Sono di parte, lo ammetto ma questo pezzo mi manda a fare un trip coi funghetti e le stelline nel mondo dei famosi fratelli idraulici! E’ una bomba da dancefloor anche se non delle più tirate.

Quarta traccia, Shackleton. Quando ho avuto il piacere di sentirlo dal vivo a Torino per lo scorso Club to Club sono rimasto sbalordito. E qui Shackleton si conferma uno scienziato del dub senza cassa. “Hackney Marshes” ha solo un gran basso caldo portante e tante percussioni in delay, che ti rimbalzano da un lato all’ altro del cervello e che ti fanno ondeggiare nelle paludi di Hackney, distratto solo da strilli di volatili tanto sintetici quanto lussureggianti. Ambient raffinatissimo.

Il King Midas Sound ci risveglia di soprassalto e ci rispedisce nella realtà con “U” un Dubstep drammatico, come quello del primo episodio con cui ci hanno accolto Pinch & Emika. Casse iper-compresse, melodie scure e sporche affiancano una voce di donna ammaliante che si alterna con una voce maschile. Tornano in mente i dualismi maschio/femmina che Tricky ci raccontava negli anni ’90. Un “Bristol sound” rivisitato a dovere per il Future Dub dei nostri tempi.

La sesta traccia (seconda del 12” numero 2) è a firma Asbo. Un gruppo sconosciuto per me fino a prima dell’ ascolto di questa “Dog Money”. I due sono Loefah e Sgt Pokes. L’ influenza del clan Digital Mystikz si sente ed è forte. Dubstep di prima maniera per i “souljahs” che c’erano fino dall’ inizio e sono ancora fedeli alla linea. Casse ben piazzate, basso sub che ti fa vibrare lo sterno e armonie ipnotiche, gli ingredienti ci sono tutti. Al minuto 3:10 spunta una tastiera molto morbida e profonda che ci accompagnerà fino alla fine della traccia. Qualcosa che rimanda ai canoni Deep House e Detroit Techno, tanto cari a me che qui scrivo…

Altro disco altra corsa, il 3 volume di questo album parte con “Ill Kontent” del saggio Distance che non delude le aspettative. Anche lui è uno di quelli che c’erano fin dall’ inizio sulla scena e tra i primi ascolti entusiasti del sottoscritto! Una traccia ipnotica dall’ inizio alla fine nell’ alternare di casse “stomper”, linee di basso “sub” e “reese”, pezzi di vetro tintinnanti nello spazio, sospesi a mezz’ aria, voci medio-orientali che ci fanno incedere lenti e decisi nel buio del rave a gravità zero…

Tutt’ altro mondo invece per RSD che ci butta in mezzo alle “good vibez” giamaicane di “After All”. Quattro salti su cassa e rullante Dub, pianoforti in levare, effetti spaziali della vecchia scuola e vocals che forse rimandano troppo al Soul e all’ R’n’B per i miei gusti. Un po’ smielati ma comunque attuali e dal testo semplice ma all’ altezza della situazione. Una traccia che scalda con un raggio di sole la dancehall, da gustare altalenando con la testa per tutti gli oltre 5 minuti di durata… Messagge Ya know !

A seguire Jack Sparrow che forse naviga più vicino alle coste Africane che a quelle dei Caraibi. Un pezzo veramente potente che smuove dal profondo l’ istinto animale e del ballo. Ritmi al limite dello Uk Funky, maracas e canti africani che incitano ad abbandonarsi alla follia del dancefloor!

Arrivati all’ ultimo dei 4 vinili di questo album ci accorgiamo subito che l’avventura sonora non è ancora finita. Ci accoglie una traccia massiva prodotta da uno dei maestri delle “low frequencies”, ovvero Mala dei Digital Mystikz. Una ottima persona che ho avuto il piacere di conoscere lo scorso 25 Febbraio a Firenze per la lecture e dj set in serata al Flog, organizzata dalla Red Bull Music Academy. Tutto trema sotto gli affondi sintetici inflitti dal sintetizzatore di questa traccia. Ancora una volta un ritmo “stepper” ci fa saltellare a capo chino fra le sirene Dub. Roba tosta da fieri sostenitori dell’ underground.

La guerra agli infedeli e ai “commercialoidi” non è ancora finita e Cyrus li bombarda con la sua “Footsteps”. Cupo dubstep che emerge dalle profondità del rave. Zero melodia, solo percussioni, sub-bassi e effetti sonori che fanno un attento utilizzo della stereofonia. Un po’ troppo da sottobosco degli addetti ai lavori.

Conclude il nostro viaggio attorno alla galassia dub-futuristica la teatrale “Abeng” del mitico duo Kode9 & Space Ape! Difficile descrivere precisamente un live di questi due professionisti dell’ emozione. Per chi era al Teatro Carignano assieme a me lo scorso 5 novembre 2010 sarà stata un esperienza fuori dal comune. I ritmi, le voci, le danze, l’atmosfera delle tribù del nuovo millennio sono qui prese dal live del duo e riprodotte fedelmente, in questa traccia dal tono epico.
Il crepitio di un fuoco sullo sfondo e la voce di Space Ape ci ammonisce e ci prepara alla battaglia. Echi e tamburi che ricordano il ritmo di quello delle navi che portavano gli schiavi neri in America, scoppieranno poi in un incalzare all’ irrefrenabile rivolta al minuto 2:25. Dopo quattro o cinque ascolti mi accorgo di aver già sentito questo pezzo proprio quella sera a Torino… Un pezzo di non facile approccio e comprensione ma che merita il massimo della concentrazione all’ ascolto. Musica e poesia allo stato puro.

Siamo arrivati al termine della recensione. Cosa dire di più oltre al consigliarvi di reperire al più presto questo ottimo album? Dunque… Se la musica del futuro deve attingere da quella del passato per sfornare roba di qualità ben venga! Se i produttori verranno ispirati da lavori come questi i risultati saranno sempre ottimi.

http://www.discogs.com/Various-Scientist-Launches-Dubstep-Into-Outer-Space-Original-Dubstep-Mixes/release/2594747

Tracklist

TEC042

A Pinch & Emika  – 2012 5:13

AA1 Armour (Roly Vex’d)  – The Long Way 4:30

AA2 Guido (20)  – Korg Back 4:10

TEC043

A Shackleton  – Hackney Marshes 5:32

AA1 King Midas Sound  – U 4:31

AA2 ASBO (Loefah & SGT Pokes)  – Dog Money (Lovemix) 4:23

TEC044

A Distance  – Ill Kontent 6:08

AA1 RSD (Featuring – Prince Jamo)  – After All 5:17

AA2 Jack Sparrow  – Red Sand 5:28

TEC045

A Mala (Digital Mystikz)  – City Cycle 5:34

AA1 Cyrus (Random Trio)  – Footsteps 5:15

AA2 Kode 9 & The Spaceape  – Abeng 4:33

Dj Darius

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One response

12 03 2011
Drago

Bellissima recensione ,spiega pienamente il concetto di questo quadruplo lp.

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