Brainticket – Cottonwoodhill

19 05 2009

brainticket_cottonwoodhill

Brainticket: un nome, un perché. “Cottonwoodhill”, primo lavoro dell’enigmatica formazione trainata dal tastierista e flautista belga Joel Vandroogenbroeck, costituisce proprio il biglietto per una gita verso le regioni più remote ed oscure della mente. Un viaggio allucinato ed ossessivo durante il quale la sensazione di non tornare più diventa soffocante, un (bad)trip tra progressive, krautrock e psichedelia, un susseguirsi di deliri più o meno musicali fatti di organi e chitarre distorte, ritmi ipnotici, rumori stridenti e vocalizzi femminili sessualmente allusivi: tutto questo è “Cottonwoodhill”. Del resto Leggi il seguito di questo post »

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Funkadelic – Maggot Brain

14 07 2008

Ci sono alcune cose che fanno perdere il controllo delle emozioni. Nel mio caso, ad esempio, non riesco ad immaginarmi il 1971, i Funkadelic nel 1971 [Clinton, Worrell, Hazel, per citarne giusto tre] e un live dei Funkadelic nel 1971, onde sismiche che attraversavano interi continenti per scuotere intere culture.

“Maggot Brain”: una tra le mezz’ore più intense che si possano sentire su disco. Pura follia, coscienza sociale, divertimento e creatività musicale.

La titletrack, che apre il disco, è uno struggente solo di chitarra elettrica [Eddie Hazel] che passa da un canale all’altro, accompagnato esclusivamente da un semplice giro di chitarra e una batteria nel background: pelle d’oca. Comincia “Can you get to that”: incipit, cori e strofe in gran stile e focus immediato sul messaggio; “Hit it and quit it” è una benedizione da parte di Bernie Worrell -alle prese con organo e Leggi il seguito di questo post »








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