No alla tessera del DJ! 14/10/2010

13 10 2010

DJ di tutti i generi musicali e regioni d’Italia uniamoci! Switch creative social network lancia un appuntamento per giovedì 14 ottobre 2010 a Firenze (piazza Santa Maria Novella h 17:00, piazza San Lorenzo h 21:00), nell’ambito della manifestazione “D! – Incursioni artistiche alla riscoperta di spazi urbani di partecipazione” per protestare contro l’adozione della famigerata tessera del dj. “Ma che cos’è questa tessera?” direte voi… Bene, cerchiamo di fare chiarezza nelle prossime righe.

Il 3 dicembre 2009 la SIAE e le Associazioni di categoria dei dj hanno stipulato un accordo che prevede l’introduzione di una tessera del dj. E il pacco è proprio dietro l’angolo. In primo luogo la tessera regolarizza le “copie lavoro” realizzate a partire dai supporti originali o dai formati digitali acquistati online. Con “copia lavoro” però non si intendono copie ad uso personale (diritti acquisiti automaticamente con l’acquisto) ma copie destinate all’uso in pubblico.

La tessera implica la compilazione di un catalogo delle riproduzioni per ogni dj, in base al quale è tenuto a pagare annualmente:

  • € 200 più IVA al 20% (€ 240) fino ad un massimo di 2.000 copie/lavoro;
  • € 400 più IVA al 20% (€ 480) fino ad un massimo di 5.000 copie/lavoro;
  • € 600 più IVA al 20% ( € 720) per il numero di copie/lavoro illimitato.

Inoltre, questo noioso lavoro di catalogazione non risparmia al dj ulteriori controlli da parte di case discografiche, enti come SCF Consorzio Fonografici e Guardia di Finanza: le ricevute devono essere sempre conservate ed esibite ogni volta che viene richiesto.

Nei fatti, la tessera riconosce solo le copie destinate all’uso in pubblico (preservandosi dalla violazione dell’articolo 171 ter della legge sul diritto d’autore – fino a tre anni di carcere e multe fino a 15mila euro), nonostante i precedenti di alcuni Tribunali che hanno riconosciuto come assolutamente legale la masterizzazione su supporti di ogni tipo (cd-r, chiavi USB, hard-disk, schede SD…) di brani regolarmente acquistati (si veda la serie di sentenze a partire da quella del Tribunale di Milano del 1° ottobre 2002 fino ad una del 2005).

Secondo le mie opinioni e credo di parlare anche a nome di tanti altri, questo provvedimento danneggerà sopratutto quei ragazzi che svolgono questa attività in maniera non professionistica. Tra di noi infatti la maggior parte riesce a suonare non più di una volta al mese, con conseguenti rientri economici molto bassi se non nulli. Per la maggior parte di questi ragazzi fare il dj è una rimessa costante, che comunque viene accettata di buon grado, con passione ed impegno, con la speranza di salire al livello professionistico. Questi ragazzi si sentono realizzati nell’ organizzazione delle loro serate e spendono volentieri soldi nei dischi e nelle attrezzature necessarie.
Il dover pagare queste esorbitanti cifre, seppur annuali, comporterà secondo noi un rafforzamento del fenomeno della pirateria musicale. Molti si sentiranno oppressi da questa tassa che si sommerà alle spese per l’acquisto di nuova musica e per la manutenzione degli strumenti. Diciamo la verità, quanti tra di noi aspettano che il babbo gli doni 50 € al mese per farsi una bella scorta di dischi dal proprio negozio di fiducia ? A quanti fanno comodo quei 10 € per scaricare legalmente le tracce dai più famosi portali di download online ? Almeno il 50 % degli aspiranti dj in Italia ! Allora vogliamo far abbassare questo 50 % e riportarlo a forza tra le file di chi si è scoraggiato e per continuare a suonare preferisce scaricare mp3 illegalmente dai più noti circuiti di file sharing ? Ragazzi non ci prendiamo in giro, la fine è quella…

Invece la via giusta è quella di supportare i nostri artisti preferiti e l’industria musicale, comprando vinili e CD originali. Quella stessa industria musicale che porta avanti una scena, della quale potremmo far parte un domani anche noi e che ci potrebbe retribuire per le nostre produzioni e performance. Sembra che la SIAE voglia favorire le solite cricche, ed il discorso cambia se visto da un certo punto di vista, che potrebbe risultare anche un ragionamento coerente. Ma la musica per come la vedo io è vita ! La musica è novità, è continuo divenire ! La musica va avanti perchè ci sono i nuovi talenti che la fanno andare avanti e non i soliti baroni che rimangono attaccati alla consolle finchè hanno energie per starci sopra… Se l’industria musicale italiana e più nello specifico la scena dance, vuole progredire e andare sempre in miglioramento deve staccarsi dai sistemi legati alla burocrazia e alla cricca che tanto va di moda di questi tempi anche in altri ambiti della nostra società !

Penso che in molti come me sperino un ripensamento da parte delle autorità, ma se queste iniziative non dovessero avere i risultati da noi voluti, ci vedremo costretti a rispettare le regole, come del resto abbiamo sempre fatto, in quanto siamo fermamente convinti che sia la cosa migliore da fare. Rispettare le regole della società in cui viviamo anche se queste dovvessero essere ingiuste e comunque condannarle in maniera pacifica.

djdarius

Approfondimenti e contatti:

http://www.switchproject.net/?lang=ita&p=117

http://www.facebook.com/pages/NO-alla-Tessera-del-DJ/110027449059360

abbiamo spippolato su diversi forum e cercato qualche informazione in più sulla cosiddetta “tessera del dj” e abbiamo scoperto che la festa sarà sempre di più per la S.I.A.E. e sempre meno per la musica.

 

Ma prima di affrettare giudizi cerchiamo di fornire qualche informazione ai tanti “impanicati” da questa novità:

 

La tesserà servirà in primo luogo a regolarizzare le cosiddette “copie lavoro”, ovvero le copie ottenute da supporto originale o da formato digitale regolarmente acquistato online (e solo per queste !). Per poter utilizzare legalmente queste riproduzioni durante un pubblico spettacolo è necessaria una specifica autorizzazione da parte della SIAE (la Tessera appunto).

Non si tratta, infatti, di riproduzioni private ad uso personale (a questo scopo sono infatti sufficienti i diritti pagati al momento dell’acquisto), ma di riproduzioni destinate all’uso in pubblico.

 

Il DJ deve inoltre compilare e aggiornare costantemente il proprio catalogo delle riproduzioni effettuate, inserendolo nella propria posizione S.I.A.E. … (un bel lavoro di data entry!).

 

Sulla base del proprio catalogo il dj pagherà le seguenti tariffe ogni anno:

  • 200 più IVA al 20% (€ 240) fino ad un massimo di 2.000 copie/lavoro

  • 400 più IVA al 20% (€ 480) fino ad un massimo di 5.000 copie/lavoro

  • 600 più IVA al 20% ( € 720) per il numero di copie/lavoro illimitato

 

Di ogni file musicale inserito dovrà comunque essere dimostrabile la provenienza legale attraverso ricevuta o fattura di acquisto. Infatti chi ha sottoscritto la licenza SIAE (Tessera del dj) non è affatto al riparo da ulteriori richieste da parte delle case discografiche e da enti che si occupano di “collecting” come SCF, o della Guardia di Finanza.

 

La tessera regolarizza di fatti soltanto la possibilità di effettuare delle copie su supporti digitali per l’esecuzione al pubblico (preservandosi dalla violazione dell’articolo 171 ter della legge sul diritto d’autore – fino a tre anni di carcere e multe fino a 15mila euro), nonostante che molti Tribunali abbiano già riconosciuto che la masterizzazione dei brani musicali provenienti da supporti originali come da mp3 scaricati legalmente, su supporti di ogni tipo (dal cd-r a chiavi USB, fino ad hard-disk e schede SD) è perfettamente in regola con la legge (ciò si desume da una serie di sentenze a partire dal Tribunale di Milano del 1° ottobre 2002, fino a una sentenza del 2005).

 

I paradossi sono dunque numerosi:

 

  • il primo è che il dj si macchierebbe del reato di riproduzione illecita volta alla pubblica esecuzione e rischierebbe per aver tratto guadagno economico dalla promozione di un’opera che ha legalmente acquistato e che ha diritto ad eseguire, ma solo in originale;

 

  • in secondo luogo ricordiamo che già la S.I.A.E. recupera dei profitti dalla vendita di ogni supporto vergine, anche se su quel DVD copierò il video del mio matrimonio;

 

  • Ogni esecuzione dal vivo viene già regolarmente tassata, fra l’altro con tariffe molto più salate se la musica è esclusivamente pre-registrata ed ancora più salate se il permesso è relativo al ballo (entrambi i casi riguardano quasi esclusivamente i dj).

 

La Tessera del Dj rappresenta dunque la quarta imposta – fra dirette e indirette – che viene applicata all’esecuzione di un dj.

 

Crediamo che questa iniziativa sia inaccettabile, come inaccettabile è la complicità delle associazioni di categoria che hanno sottoscritto l’accordo: sotto la maschera di professionalità e il presunto riconoscimento della figura professionale del dj si cela infatti l’ennesima anacronistica iniziativa volta a limitare la diffusione della musica e lo sviluppo dei canali di vendita e di promozione auotgestite.

Il web sta svincolando i produttori dalle major e dalle case discografiche permettendo un mercato sempre più equo e diffuso, garantendo una redistribuzione diretta dei diritti e dei profitti senza la mediazioni di multinazionali e baracconi burocratici come la S.I.A.E. .

 

La tessera del dj è un tentativo anti-storico di preservare i profitti dei mediatori e gli stipendi dei troppi grigi impiegati che dicono di stare “dalla parte di chi crea”: un’operazione antieducativa anche nei confronti di chi – riconoscendo veramente il valore e il diritto degli autori – preferisce acquistare on line piuttosto che scaricare illegalemente, incentivando il ragionamento “ormai che ho pagato 200 € mi conviene scaricare piuttosto che acquistare… ”

 

Suggeriamo infine che una società in cui per ogni categoria sociale vengono create tessere, data base e moltiplicati i sistemi di controllo è semplicemente una società meno libera.

 

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8 responses

13 10 2010
Giulio

Scusate, ma la maggior parte di noi ha lavorato per anni nella totale illegalità con copie lavoro non autorizzate. Ora esiste il sistema per essere legittimati in tutto. Io proprio non capisco queste proteste senza capo ne coda.

13 10 2010
djdarius

Non si protesta sulla possibilità di essere regolarizzati bensì sul fatto che ci fanno pagare due volte la tassa sul materiale che viene regolarmente acquistato rispettando i diritti del copyright.

13 10 2010
Giulio

scusami ma nel testo trovo un’accozzaglia di cose, tra cui il fatto che ora vogliamo tutelare i piccoli dj da spese enormi, ma a me sembra che noi professionisti siamo sempre stati contro i piccoli dj, che fanno perdere lavoro, tempo e denaro, magari si seleziona un po la qualità-lavoro.
Poi tornando sempre al post precedente e alla tua risposta se ti leggi l’accordo gli importi sono stati calcolati prendendo in considerazione il diritto pagato per l’uso privato. Io penso che 10centesimi a brano sia una cosa ragionevole. trovo le vostre considerazioni inutili. Preciso però che sono un professionista da 1500,00e. a sera e non sono iscritto alla SIAE. Non volete pagare i diritti per la musica tutelata? Usate i pezzi non tutelati… sai che belle serate…

13 10 2010
Giulio

PS diritto d’autore c copyright sono due cose distinte.

13 10 2010
djdarius

Non mi sembra giusto che debbano andare avanti solo i grossi dj professionisti tutti devono aver la possibilità di esprimersi e di potersi far conoscere. Comunque ripeto, se tu leggi nell’ articolo dico esplicitamente che secondo me bisogna far andare avanti la compravendita di vinili (io suono esclusivamente con quelli) e CD originali e non il download illegale o masterizzazione di CD illegali. Ripeto con la tessera del DJ si dovrebbe pagare una tassa in più olte aver già pagato la tassa del diritto d’ autore (prima ho fatto un errore scusami) sui supporti orginali già acquistati regolarmente.

13 10 2010
djdarius

Inoltre ho anche scritto che io sono per la musica tutelata perchè porta soldi alla scena e favorisce dj come te o me, selezionando appunto persone di qualità escludendo quelli che come dici tu usano pezzi illegali.
Quando ti espongo la fattura dei pezzi che ho acquistato legalmente in digital download io credo che basti come prova che dimostra di aver rispettato il diritto d’autore. Se poi i pezzi li masterizzo su un supporto vergine l’ho già pagata la tassa su quel supporto e inoltre posso usare quei pezzi dall’ disco rigido del PC con software di mix perchè gli ho comprati regolarmente. Devo pagare dunque una terza tassa, anche se si riduce a pochi centesimi come dici giustamente tu, suddividendola per tutte quelle tracce ? Secondo me per regolarizzare e selezionare i dj professionisti, si può benissimo fare in modo diverso senza far pagare un ulteriore tassa. Oltre tutto per ogni serata non professionistica, io ho sempre pagato di tasca mia o per conto dell’ organizzatore la classica tassa forfettaria da una serata. Dobbiamo pagare un altra tassa ancora ?

14 10 2010
fabio

Assolutamente d’accordo coi commenti di Darius…

16 10 2010
Americo

Penso Che Dario sia il primo a capirmi quando vi dico che :
Caro Giulio ma te prima di essere un Dj professionista non eri un dilettante? O quello che tu definisci piccolo Dj??

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