The Wackness [Jonathan Levine]

10 09 2009

jonathan levine_the wackness

New York City. Corre l’anno 1994, il sindaco della città Rudy Giuliani affronta con metodi controversi il problema del crimine e dei senza tetto. Kurt Cobain è appena morto. Questi gli avvenimenti che fanno da sfondo al ritratto della Grande Mela fatto dal giovane ma capace Jonathan Levine, che per questa pellicola si è guadagnato l’Audience Award del Sundance Film Festival. E quando un film viene accolto con entusiasmo al Sundance, in genere le aspettative sono molto alte, visti anche i precedenti (Guida per riconoscere i tuoi santi, Little Miss Sunshine). Ma veniamo al film vero e proprio, che racconta l’estate del ’94 vissuta attraverso gli occhi del diciottenne Luke Shapiro, diciottenne prossimo al diploma, appassionato di hip-hop e dedito allo spaccio di marijuana. Proprio grazie a questa sua attività può permettersi delle sedute dallo psichiatra Jeffery Squires (un Ben Kingsley da applausi), pagandolo con dosi di erba. Tra i due, con il tempo, si instaura un rapporto di amicizia e confidenza sempre più forte, a dispetto della notevole differenza di età, essendo entrambi accomunati, oltre che da un’attività dei polmoni fuori dalla norma (in questo film fumano tanto da causarmi quasi una crisi da tabagismo, e dire che io guardo Mad Men!), dalla mancanza di un’amore che invece sentono sempre più necessario. Evitando di inoltrarmi oltre nella trama per scansare il rischio di spoiler, quello che mi preme di sottolineare è che “The Wackness” centra in pieno entrambi gli obiettivi che sembra porsi fin dall’inizio: da un lato, il realizzare una storia d’amore adolescenziale che risulti credibile e non melensa o già vista; dall’altro, l’affresco di una città come New York, omaggiata in chissà quante pellicole da personalità ben più eminenti di Levine, e l’omaggio agli anni Novanta. Già, perchè dovendo rendere tributo a quel grande decennio di cui tanti sembrano essersi dimenticati, c’era il rischio di commettere lo stesso grossolano errori di tanti, per esempio l’italiano “Notte prima degli esami”. Mi spiego meglio: “Notte prima degli esami”, film-italiano-sui-ragazzetti-degli-anni-Ottanta, degli Eighties riesce solo a creare una debole e patinata immagine, quasi una caricatura; perchè non bastano la colonna sonora (peraltro banale) e una maglietta di Like A Virgin di Madonna, per fare gli anni Ottanta. Ecco, “The Wackness” invece si dimostra fedele, facendo affiorare i ricordi senza trascurarne la crudezza che caratterizzava quegli anni. E per quanto anche qui si vanno a toccare alcuni prevedibili tasti (le cassette con il ghettoblaster, le Adidas old school, il Game Boy), lo si fa con misura e genuinità, senza eccedere. Anche New York ne esce in maniera non dico nuova, ma almeno non trita e ritrita: Levine sembra mostrarci una città lievemente diversa da come siamo soliti vederla, una città in continuo movimento, che sa essere cinica e per nulla riconoscente. Una colonna sonora che farà gioire i b-boy di vecchia data corona il tutto: da “Tearz” del Wu-Tang Clan a “Can I Kick It?” degli A Tribe Called Quest, da “Heaven & Hell” di Raekwon a “The World Is Yours” di Nas, fino a “The What” di Notorious B.I.G. (più volte citato nel film) e Method Man (che nel film ha una piccola, esilarante parte nei panni del pusher che vende l’erba a Luke). Senza dimenticare il risultato più difficile raggiunto dal film, il non dipingere gli adolescenti come degli idioti, costruendo una bella storia sentimentale che decolla silenziosa, senza che noi ce ne accorgiamo, senza spiazzarci ma facendoci rimanere piacevolmente sorpresi. Senza trascurare anche l’analisi di un personaggio complesso come quello di Jeff Squires/Ben Kingsley, ingabbiato dai suoi problemi o forse troppo candidamente ingenuo per lo spietato mondo che lo circonda. Insomma un cinque alto per Jonathan Levine, per il coraggio nel porsi tali obiettivi e per la brillatezza con cui li ha superati. Unico neo, soltanto per noi italiani ovviamente, il titolo. Perchè noi lo sappiamo che abbiamo dei titolisti geniali, eppure ogni volta loro finiscono per sorprenderci. Eh già, perchè dall’originale “The Wackness”, si è passati ad un “Fa La Cosa Sbagliata” che è un palese quanto ridicolo tentativo di paraculare il classico di Spike Lee, “Fa La Cosa Giusta”. Per il resto, c’è poco da dire. Il mio consiglio è di vedervelo il prima possibile, anche perchè i prossimi mesi saranno densi di uscite interessanti e quindi questo film potrebbe restare in sala davvero poco. Buona visione.

skyliuker

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One response

3 01 2010
nico

l’ho appena visto, piaciuto anche a me. bella, nico

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