Ministri – Festa della Birra, Trescore Balneario 28/08/2009

1 09 2009

gea fratelli calafuria ministri_festa della birra

Grandi ospiti quest’anno alla Festa della Birra di Trescore Balneario, paese in provincia di Bergamo: dagli inglesi Art Brut ai nostri Afterhours, da J-Ax fino a Le Luci Della Centrale Elettrica. E, appunto, i Ministri, accompagnati in questa data dai Fratelli Calafuria, altro noto gruppo della scena indie italiana, e dai Gea. Aprono proprio i Gea, in un clima purtroppo abbastanza disinteressato, eppure il trio bergamasco ce la mette davvero tutta per coinvolgere i presenti, che iniziano a farsi sempre più numerosi sotto al palco col passare dei minuti. I Gea propongono un rock velocissimo, con frequenti richiami ad un metal che il sottoscritto non gradisce troppo, ma si fanno voler bene. Suonano davvero poco, per lasciare il palco ai Fratelli Calafuria; con loro il concerto entra nel vivo, con un movimentato gruppo di fan che inizia un timido pogo sotto al palco. La scaletta è ben strutturata, con poche pause (necessarie dato il caldo soffocante) riempiti da goliardici intermezzi in cuii membri della band si prendono un po’ in giro e dialogano col pubblico. Momento migliore è probabilmente “La Nobile Arte”, in cui un po’ tutti gli spettatori si fanno coinvolgere dal ritmo coinvolgente, che nel ritornello raggiunge invidiabili vette di demenza (“Per cui mi dedico alla nobile arte nobile arte di non fare un zzoca da mattina a sera”). Dopo circa una decina di pezzi, arriva il momento clou della serata. I Ministri si fanno attendere per qualche minuto, ma poi finalmente arrivano sul palco, con le loro belle giacche napoleoniche. Oltre ai tre componenti della band (cantante/bassista, chitarrista e batterista), è presente anche un tastierista che li segue nelle esibizioni live. Pronti-via, e subito si parte con uno degli anthem della band: “Diritto Al Tetto”, pezzo assimilabile alla denuncia sociale, ma che non abbandona mai l’ironia tagliente che poi è uno dei marchi di fabbrica dei Ministri. Il secondo pezzo è “Bevo”, terzo singolo estratto dall’album, e a questo punto il pubblico va in delirio. Alle prime due “hit” seguono “La Mia Giornata Che Tace”, contenuta nel primo album “I Soldi Sono Finiti”, e altri pezzi dall’ultimo album, “Tempi Bui”, che i Ministri sono in tour per promuovere. La band tiene ritmi velocissimi, trascinando tutto il pubblico nel proprio vortice distruttivo: la chitarra affilatissima, una batteria a mille e il cantato ipnotico di Davide Auteliano fanno capire che la vera dimensione del gruppo è quella live. Infatti, per quanto la fantastica produzione di “Tempi Bui” avesse fatto emergere il loro piacevole lato melodico, il concerto ci riporta alla potenza che ha elevato i Ministri allo status di “gruppo di cui si sentiva il bisogno in Italia”. I picchi più alti della performance vengono raggiunti probabilmente in “La Piazza”, vero gioiello dal punto di vista della scrittura, nel devastante pogo di “La Casa Brucia” e in “Il Futuro È Una Trappola”, dove tutti i presenti si sono riuniti in un’unica entità cantando all’unisono (a fine concerto Auteliano ci battezzerà come il pubblico più intonato che hanno avuto durante il tour). Personalmente, ho apprezzato molto anche il coraggio della band nel proporre una cover di una canzone strafamosa come “The Guns Of Brixton”, riarrangiata completamente alla loro maniera; peccato solo che l’età media del pubblico si aggirasse sui 15-16 anni, e che quindi a cantare la canzone saranno stati in dieci (inutile sottolineare la mia presenza tra questi dieci, e scusate la spocchia, ma anch’io c’ho 16 anni!). Verso gli ultimi pezzi, il cantante si improvvisa novello Angus Young andando a suonare il basso per terra, per poi arrivare davanti alle transenne per uno stage diving che fa diventare anche il triste finale di concerto (tutti vorremmo sentirli andare avanti per ore) una festa. L’ultima canzone, “Abituarsi Alla Fine”, è probabilmente la più azzeccata per concludere al meglio la serata. Infine, la presentanzione dei membri del gruppo e un’ultima volta il ritornello di “Abituarsi Alla Fine” prima di salutare il pubblico. Il concerto finisce intorno a mezzanotte, poi tutti ai banchetti delle band, ma le maglie dei Ministri sono già finite (mannaggia!), quindi ci si consola coi cd e con il poster. Una grande serata, che non fa che confermare (almeno per quanto mi riguarda) i Ministri come uno dei gruppi migliori del panorama rock italiano. Piccola nota di rammarico (per me), la mancanza dalla scaletta di “Berlino 3”, una delle mie canzoni preferite dei Ministri. Ma a parte questo, davvero non gli si può dir niente. Tanti accusano i Ministri di arroganza, li ritengono sopravvalutati, ma io dico: ce ne fossero, in Italia, di gruppi come loro.

skyliuker

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