Frida [Julie Taymor]

4 09 2008

“Frida”: la storia di una pittrice, di una messicana, di un’invalida, di una compagna, di una donna. La storia di Frida Kahlo, artista che visse nella prima metà del ventesimo secolo. Basato sull’autorevole biografia scritta da Hayden Herrera, il film racconta una vita dolorosa vissuta con gioia, un’arte tormentata ma forte.

Frida è malata fin da piccola, convive con una spina bifida [anche se erroneamente diagnosticata come poliomelite] e a 18 anni è vittima di un brutto incidente stradale, che manda a monte la sua faticosa acquisizione di una motorietà quasi normale. E’ costretta a rimanere a letto per diverso tempo, e il padre [pittore e fotografo] e la madre decidono di regalarle un baldacchino con uno specchio sopra, tela e colori. E’ così che Frida, appassionata di filosofia, inizia la sua attività artistica. Svariate operazioni permettono a Frida di riacquistare l’uso delle gambe, e appena può si reca dal pittore muralista Diego Rivera [Alfred Molina] per mostrargli il suo lavoro e chiedergli dei pareri professionali. E’ proprio l’incontro con Rivera [uno dei due incidenti della sua vita] che la introduce effettivamente alla vita politica, culturale e artistica messicana e non solo, sebbene visse a lungo in ombra rispetto a Diego [che pure la considerava, intimamente e pubblicamente, una degli artisti migliori in assoluto]. E c’è ancora tanto da scoprire..

I 47 anni di vita di Frida sono intensi e quasi senza pausa, e mostrano tutta la vitalità e la matura consapevolezza dell’artista. Salma Hayek [Frida] interpreta molto bene la parte, sia nei momenti di sfrontatezza e energia che in quelli di maggiore introspezione e sensibilità [mi vengono sùbito in mente la scena in cucina con Lupe o il saluto a Trotsky e moglie o quando viene trasportata sul letto].

Le scenografie sono interessanti, il casting è adeguato [mi sono piaciuti molto numerose comparse e attori messicani] anche se certi attori tradiscono un po’ di fisionomia europea; la regia è molto buona, riesce a mettere in risalto sia gli elementi biografici che il lavoro e la concezione artistica di Frida, in parte attraverso dettagli dominanti e in parte per mezzo di quadri che si animano o parentesi frutto della fantasia di Frida. Il film si prende tempi ragionevoli per narrare in maniera abbastanza completa ed equilibrata la vita e l’arte dell’artista, lo svolgimento è perfetto, l’attenzione non cala e sembra sia stata fatta una giusta ripartizione dell’importanza tra gli eventi narrati. La colonna sonora vanta dei momenti particolarmente belli e pertinenti.

Un film da vedere.

fabio

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