Clerks [Kevin Smith]

30 07 2008

New Jersey, anni ’90, due migliori amici che lavorano in due negozi sulla stessa strada [l’uno di fronte all’altro]. E’ sabato, il giorno libero di Dante Hicks [Brian O’Halloran], che lavora in un piccolo negozio di quartiere; lui non dovrebbe essere al lavoro ma viene svegliato al mattino e gli viene comunicato che il suo collega non ci sarà. Una giornata come tante, almeno sembrerebbe, finchè si iniziano ad intrecciare avvenimenti sempre più incredibili e devastanti per Dante.

Al suo fianco c’è Randal [Jeff Anderson], perennemente nel negozio di Dante anziché nel noleggio video in cui lavora, che combina casini su casini ma che allo stesso tempo riesce sempre a fornire una sua risposta ai dilemmi di Dante, ossessionato dalle sue responsabilità sul lavoro e da una vita sentimentale titubante.

La sceneggiatura ha molti momenti idioti e volgari -cmq divertenti e aventi nulla a che vedere con la piega che prenderà la commedia americana per adolescenti- ma affronta in maniera brillante tematiche importanti sebbene semplici e ordinarie; la chiave del film la si può trovare nei dialoghi tra Dante e Randal [amici sì, ma coi caratteri agli antipodi l’uno dall’altro] e nella ragione prevalente nelle affermazioni di Randal [“Dillo che sono il tuo eroe!”], superficialmente il personaggio più maleducato e sconveniente, ma sul piano profondo, quello che porta il grosso del “messaggio” del film.

Girato con un budget davvero esiguo [ho letto che il regista e sceneggiatore Kevin Smith ai tempi lavorava in quello stesso negozio e gli era stato concesso di girare le scene solo mentre era chiuso; le cingomme nelle serrature che impediscono di alzare le serrande del negozio di Dante sono un espediente per giustificare l’illuminazione in scena in quanto non si potevano permettere un’attrezzatura adeguata], “Clerks” è una commedia ben riuscita, impreziosita da divertenti intrecci nella trama e dai personaggi secondari, quasi tutti molto caratteristici.

Sostanzialmente, un buon prodotto del cinema indipendente statunitense, piacevole da guardare, magari senza troppe pretese ma nemmeno scadente come tante altre commedie -lo stesso Clerks II è deludente, non fate l’errore di guardarlo e perdervi questo, sebbene la comprensione del film sia indipendente dal primo Clerks.

fabio

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