Aldous Huxley – Il Mondo Nuovo [Brave New World]

24 07 2008

Se dovessimo immaginare uno scenario distopico, il primo pensiero che ci verrebbe in mente potrebbe essere quello di un regime in cui trionfano miseria presso il popolo e controllo totale, o cose alla 1984 di George Orwell. Ciò che il lungimirante Aldous Huxley formulò nel 1932 rappresentava tutto un altro genere di mondo: pensate ad un mondo florido, senza guerre nè malattie e nel quale gli esseri umani hanno libero accesso ad ogni sorta di piacere materiale, dalla droga [il soma] ai giochi sportivi al sesso agli svaghi [i cinema odorosi].

Detto così sembrerebbe quasi un’utopia, infatti non è tutto: se questo è quello che percepiscono gli abitanti di quella civiltà, ciò che c’è alle spalle e alla base della società de “Il mondo nuovo” è un sofisticato sistema di controllo delle nascite [che avvengono in provetta; non esiste la figura materna], di predestinazione sociale e di ipnopedia [educazione meccanica all’ordine e alla convenienza perpetrata ai bambini durante il sonno], e altre agghiaccianti caratteristiche.

Huxley, ben 76 anni fa, aveva già compreso e di conseguenza predetto numerose dinamiche sociali: dal consumismo al presunto benessere materiale, dalla omologazione all’annullamento dei sentimenti sconvenienti all’ordine sociale fino all’appiattimento dell’individualità. Un regime per essere efficiente non dev’essere sanguinario, temibile e poliziesco; tutto è più semplice se questo può godere del consenso implicito di una popolazione imbambolata e dipendente da un benessere superficiale. Subdolo e dolce, si tratta di un regime light, estremamente moderno, anzi contemporaneo. Quantomai vicino alla realtà dei nostri giorni.

Nel 1958 viene pubblicato “Brave New World Revisited” [“Ritorno al Mondo Nuovo”], opera di carattere saggistico in cui Huxley rianalizza alcuni temi del romanzo del 1932 e constata che una gran parte di ciò che aveva teorizzato era già in atto. Un’immagine molto efficace ci viene data per esempio dalla similitudine uomo-uccello:

“Libero come un uccello” diciamo noi e invidiamo quelle creature alate che si possono muovere a piacimento nelle tre dimensioni. Ahimè, ci siamo scordata la sorte del tacchino. Quando un uccello impara a ingozzarsi a sufficienza senz’essere costretto a usare le ali, rinuncia al privilegio del volo e se ne resta a terra, in eterno. Qualcosa di simile vale anche per gli uomini […]

“Il mondo nuovo” è la storia di un’utopia all’interno di una distopia troppo grande, che finirà per sconfiggerla; la lotta di individui come Bernardo e Helmholtz, in cui la sensibilità e la determinazione per un cambiamento è presente in loro sotto forma potenziale, ma limitati e condizionati anch’essi dal lavaggio del cervello della società totalitarista in cui si trovano; l’amore e l’irrequietezza di un Selvaggio. Huxley ci consegna una narrazione precisa e attenta di un mondo iper-organizzato in verticale, alla quale però non mancano punte di intensità come la scena del contatto con la Natura [«Ma è terribile!» disse Lenina ritirandosi con orrore dal finestrino. Era terrorizzata dal vuoto turbinoso della notte, dai neri flutti schiumosi che si sollevavano sotto di loro..] o del matrimonio in cima allo strapiombo.

Veramente una lettura necessaria e importante. Consigliatissimo anche “Ritorno al mondo nuovo”.

fabio

Advertisements

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: