Justice – † (Cross)

13 07 2008

Electro, funk, disco, prog rock. No, non è solo una lista casuale di generi musicali: i cuochi Justice hanno trovato 12 ricette per questi e altri ingredienti, e una volta sentito l’antipasto, non si può fare a meno di assaggiare il resto. E non c’è da preoccuparsi se si continua a consumare un pasto così sostanzioso anche nei giorni seguenti; sfido un po’ chiunque a non bruciare calorie mentre assapora “Cross”.

Infatti “Genesis” apre le danze in maniera plateale e potente, dalle prime battute al riff di chitarra, “D.A.N.C.E.” penso abbia già ossessionato molte persone che leggono una recensione dei Justice -benvenuti nel tunnel!-, con i suoi archi e il basso che si arrampica, gli hook contagiosi e le magliette mutanti [si veda il video], “Newjack” con i suoi suoni disallineati e le sue interferenze sonore è una manna dal cielo per i palati un po’ più preparati.

“Phantom” ha un campione che fa la metà del lavoro e ha dei sintetizzatori in grado di manovrare fisicamente le teste :-) , “Phantom pt II” è una bomba con influenze disco funk detonata ai vostri piedi, dagli archi agli slap ad un sintetizzatore che sembra giungere dalle viscere del creato. “Valentine” e il suo rhodes aiutano a prendere nuovamente il fiato [pur non rimanendo mai fermi]. E con “Tthhee Ppaarrttyy” e “DVNO” si è di nuovo in pista, con un mood più aggressivo rispetto a “D.A.N.C.E.” .

Quando arriva “Stress”, la nervosissima “Stress”, non c’è ragione che tenga. Batteria tesa e serrata, suoni ossessivi e dal moto circolare come le pale di un elicottero, pianoforti pesanti e drammatici, interferenze come se dei roditori mordessero con forza i cavi dell’alimentazione del sound system: impossibile rimanere indifferenti. [Il video à la Warriors è bellissimo e rende pienamente l’idea del pezzo]

“Waters of Nazareth” e soprattutto “One minute to midnight”, entrambe molto belle e diverse l’una dall’altra, riportano l’adrenalina a livelli quasi normali e vanno a chiudere il disco.

“Cross” è un lavoro composto e assemblato in maniera matura e in buona parte innovativa: pervaso da sintetizzatori dal suono crunch e da strumenti marcatamente “analogici” che si affiancano a sonorità e tecniche proprie della musica elettronica, è un giusto mix tra ecletticità e schiettezza; la struttura stessa del disco è altrettanto interessante e di certo non lasciata al caso, è presente un filo conduttore che si snoda tra le tracce più spensierate [per esempio quelle che presentano delle parti cantate] e quelle più cupe e potenti [la maggior parte delle tracce strumentali]. Consigliatissimo!

fabio

http://www.myspace.com/etjusticepourtous

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