Resoconto su Madlib e J Rocc, Milano 15 maggio 2009

18 05 2009

madlib j rocc europe tour 2009

Premessa: preferisco tralasciare una parte dell’apertura della serata e farò partire il resoconto da Bob James e i Rotary Connection in poi. Cioè dalle buone selezioni di Painè (membro de I Maniaci Dei Dischi… nuff said): batterie che bucavano la pista, funk adeguatamente spinto, un po’ di propensione all’abbassamento del pitch, il mixaggio non sempre fluido o estremamente calibrato. (Ma è anche vero che mi lascio un po’ viziare dai dj set; l’esempio cronologicamente più vicino: l’apertura di Pzzo al concerto di Daedelus del 10 maggio a Pisa, eccezionale). Painè ha aperto lo show dei due della Stones Throw con una ricetta a base di funk, non deep, ma tutto da ballare, pure in maniera piuttosto forsennata, e avrà fatto felici anche i drogati di breaks e samples di livello base-intermedio (Rotary Connection, Marlena Shaw, Deodato… e fonti per pezzi degli InI, De La Soul, Gangstarr…). Mi è piaciuto parecchio (ha soddisfatto qualche aspettativa che probabilmente avevo nei suoi confronti),  ha fatto un set organico e coerente, capace di intrattenere tutto sommato di più rispetto a Madlib. Avete letto male? Avete letto bene? Eresie? Bestemmie? Ho scritto una cosa a bruciapelo?

No, anche perché sto scrivendo “a freddo” e quindi con una certa oggettività. Ma andiamo per ordine. Prima J Rocc. Leggi il seguito di questo post »





Africafunk: The Original Sound Of 1970s Funky Africa

9 11 2008

africafunk-the-original-sound-of-1970s-funky-africa

“African Rhythms, makes clap your hands! African Rhythms, makes you wanna dance!” così esordisce “AFRICAFUNK: the original sound of 1970 Funky Africa” nella prima traccia..e mantiene la promessa!

Quest’opera si presenta come una raccolta essenziale di 13 brani di puro Afro-funk, selezionato per noi dall’etichetta Harmless Records nel 1999.

Africafunk può vantare la presenza di artisti di tutto rispetto, che hanno fatto la storia della musica pop e popolare africana e che perciò garantiscono la qualità di questa produzione. Giusto per dare Leggi il seguito di questo post »





Gabor Szabo – Faces

6 09 2008

“Faces” è uno degli ultimi dischi del chitarrista ungherese Gabor Szabo prima della sua prematura scomparsa. Uscito per la Mercury nel 1977 sotto la produzione di Wayne Henderson [Crusaders] e suonato assieme a una buona parte dei Pleasure [quelli che fecero uscire "Joyous"], Ernie Watts e altri musicisti ancora, è un disco con tanti bei momenti, dove il jazz non manca di confrontarsi con altri stili e influenze di quel periodo.

Meritano assolutamente una segnalazione: “Magic Misty Faces”, canzone riflessiva e vagamente mistica, la meravigliosa “Gloomy Day” [e quì sono di parte, perchè ogni volta che si arresta il piano elettrico e riparte la chitarra con le voci in sottofondo vado a star bene, forse per il legame con un certo pezzo che Leggi il seguito di questo post »





The Jimmy Castor Bunch – E-Man Groovin’

3 09 2008

Poche chiacchere per dischi come “E-Man Groovin’”: la title-track, che apre il disco, è un massiccio funk che incita alla danza [con tanto di bassi pesantissimi e percussioni altrettanto potenti], “Space Age”, la mia preferita, è un concentrato di stile, dalle strofe cantate al sintetizzatore, il testo è spensierato e funktascientifico; “I Love A Mellow Groove” proietta il corpo sulla pista con chitarra e basso, ha una spinta incredibile e inaspettatamente passa ad un hook piuttosto mieloso rispetto alla canzone [in strofa è vocalmente e liricalmente più aggressiva e scatenata, al ritornello è più patetica e Leggi il seguito di questo post »





Commenti su George Clinton & Parliament Funkadelic, Narni 29-08-2008

31 08 2008

L’astronave è atterrata anche a Narni. Lo sbarco della Mothership porta un intero cosmo di vita, groove e stile; il narratore introduce e Garry “Starchild” Shider e il resto dei Parliament Funkadelic iniziano a irradiare il Funk sulla Terra, e non c’è assessore o bancario o maresciallo che tenga: sedie abbandonate [come sapientemente previsto da noi funkateers] e tutti [..quelli che ambiscono al Funk] sotto il palco.

Una mezz’oretta dopo entra George, ed è un ulteriore putiferio. Allucinante. Sembra una figura familiare, sarà la consapevole Leggi il seguito di questo post »





Il ragno coi baffi [Italian Spiderman Movie]

9 08 2008

Prendete un fumetto di Spider Man – sì, quello di Stan Lee e Steve Ditko – e mettetelo in un frullatore con 20 e passa anni di cinema italiano di genere. Cosa otterrete? Ma “Italian Spiderman Movie” ovviamente! Ovvero un allupatissimo e maschilista supereroe con diversi chili di troppo, dei bei baffi neri, capelli unti, una sigaretta accesa perfino nelle scene d’azione (marca Il Gallo) ed un assortimento variegato di superpoteri (dalla smaterializzazione al controllo psichico di una gallina). A proporci questa piccola perla di non-cinema, disponibile per il momento in visione gratuita su YouTube e sui vari siti ufficiali, è la Alrugo Entertainment (http://alrugo.com/): Alrugo is dedicated to making films that make you feel good about wasting your time watching them. Secondo quanto narrato, “Italian Spiderman Movie” è stato girato tra il 1964 ed il 1968, ma il produttore (Alfonso Alrugo, coltivatore di arance…) non aveva fondi a sufficienza per portarlo nelle sale e quindi ne inviò la sola copia disponibile Leggi il seguito di questo post »





Baad samples [Brer Soul & Quasimoto]

21 07 2008

Questa storia comincia scorrendo i crediti riportati sul retro di due dischi Hip-Hop molto singolari, “The Unseen” e “The Further Adventures Of Lord Quas”: su entrambi infatti si nota la partecipazione di un certo Melvin Van Peebles (courtesy of Yeah, Inc.), presente tra le altre in una traccia intitolata “Come On Feet”. Ma chi è Melvin?

Classe 1932, regista, sceneggiatore, attore, pittore, compositore, scrittore nonché padre del regista Mario Van Peebles (ricordate “New Jack City”?). In particolare però il nome Melvin Van Peebles salta fuori quando si parla di “Sweet Sweetback’s Baadasssss Song”, il film che nel 1971 ha di fatto spalancato le porte alla blaxploitation, ovvero un genere cinematografico caratterizzato da tematiche afrocentriche e indimenticabili Leggi il seguito di questo post »





Funkadelic – Maggot Brain

14 07 2008

Ci sono alcune cose che fanno perdere il controllo delle emozioni. Nel mio caso, ad esempio, non riesco ad immaginarmi il 1971, i Funkadelic nel 1971 [Clinton, Worrell, Hazel, per citarne giusto tre] e un live dei Funkadelic nel 1971, onde sismiche che attraversavano interi continenti per scuotere intere culture.

“Maggot Brain”: una tra le mezz’ore più intense che si possano sentire su disco. Pura follia, coscienza sociale, divertimento e creatività musicale.

La titletrack, che apre il disco, è uno struggente solo di chitarra elettrica [Eddie Hazel] che passa da un canale all’altro, accompagnato esclusivamente da un semplice giro di chitarra e una batteria nel background: pelle d’oca. Comincia “Can you get to that”: incipit, cori e strofe in gran stile e focus immediato sul messaggio; “Hit it and quit it” è una benedizione da parte di Bernie Worrell -alle prese con organo e Leggi il seguito di questo post »





Brand New Funk – Brand New Funk ‘78

11 07 2008

I Brand New Funk sono un gruppo non molto conosciuto, prodotto da Sylvia Robinson e composto probabilmente da musicisti del giro Sugarhill. Non è facile recuperare informazioni precise sulla line up del gruppo, e credo questo sia l’unico lavoro che abbiano pubblicato -a parte qualche singolo, quasi sempre estratti da questo stesso disco.

Quello che ci offrono è un buon funk di fine stagione, condito da slap di una certa ignoranza e da un pizzico di suoni elettronici. “Tastee” è una bella traccia strumentale che ospita dei felici ed essenziali fiati, ed ha un break niente male a base di piano elettrico e chitarra [probabilmente è anche stata campionata per qualcosa di noto], la grossa “Classic funk” dai potenti claps e vocals è un’ottima Leggi il seguito di questo post »





Jamiroquai – Emergency On Planet Earth

7 07 2008

Che cosa fa un gruppo di ragazzi con un sacco di talento a Londra nel 1993? In questo caso, un disco assolutamente fantastico. Non bisogna farsi ingannare dai due colori della copertina: quello che prende forma da Emergency On Planet Earth altro non è che un coloratissimo mondo di suoni e stile, melodie e groove. E’ un posto meraviglioso, avvolto da funk/jazz dai sapori esotici, in cui ci si riunisce in un’unica gigantesca jam per ballare e anche per riflettere, affinchè con la musica si possa cambiare il mondo reale, quello che è in agonia da molto tempo per colpa delle bassezze dell’uomo.

“At last! I finally get the chance to express myself and put some of my thoughts on vinyl. I must be one of the luckiest people alive and these days that isn’t easy: because all across our fantastic planet, “the most dangerous animal in the world” continues to kill his brother and his Mother and anyone else who gets in the way of his maniacal urgency for Leggi il seguito di questo post »