Che cosa fa un gruppo di ragazzi con un sacco di talento a Londra nel 1993? In questo caso, un disco assolutamente fantastico. Non bisogna farsi ingannare dai due colori della copertina: quello che prende forma da Emergency On Planet Earth altro non è che un coloratissimo mondo di suoni e stile, melodie e groove. E’ un posto meraviglioso, avvolto da funk/jazz dai sapori esotici, in cui ci si riunisce in un’unica gigantesca jam per ballare e anche per riflettere, affinchè con la musica si possa cambiare il mondo reale, quello che è in agonia da molto tempo per colpa delle bassezze dell’uomo.
“At last! I finally get the chance to express myself and put some of my thoughts on vinyl. I must be one of the luckiest people alive and these days that isn’t easy: because all across our fantastic planet, “the most dangerous animal in the world” continues to kill his brother and his Mother and anyone else who gets in the way of his maniacal urgency for that paper with a picture of some incredibly generous monarch or extra cheerful dictator on each side [....]“
Dalle trombe ai didjeridoo, dal basso di Stuart Zender al carisma di Jay Kay [The kids want the system breaking down, Not higher education if it ain't no natural law Then you can keep your regulations cause if I like it, I do it], citando giusto l’energia di “Too young to die”, la gioia strumentale di “Music of the mind” -sarebbe bello trovare un aggettivo per descriverla-, il tiro e l’efficacia di “Whatever it is, I just can’t stop” e l’incantesimo che sta dietro a “Blow your mind”: EOPE è un paradiso da scoprire. Indispensabile.
fabio






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